venerdì 2 settembre 2016

Meno #Fertilityday e più educazione sessuale



Il 22 settembre sarà il Fertility day e da un paio di giorni non si parla d’altro e quasi sempre male. La campagna iconografica è piuttosto mediocre – la più brutta è forse la foto con le scarpine verdi e patriottiche, ma pure tutte le altre sembrano eseguite da uno studente al primo anno di un corso di grafica. La campagna è legata al “Piano nazionale di fertilità” (sottotitolo “Difendi la tua fertilità, prepara una culla nel tuo futuro”).

Avevo letto il documento l’anno scorso (ne avevo parlato a Radio Radicale) e tra le cose che più mi avevano divertito c’era la maiuscola per Fertilità, perché è una cosa così patriottica da meritare la maiuscola. Come il Prestigio della Maternità. Nessun accenno alla differenza tra istituto della maternità e maternità come scelta soggettiva, ovviamente, né alle condizioni necessarie e sufficienti per compiere davvero una scelta libera. Ma, d’altra parte, se è un “bisogno essenziale non solo della coppia ma dell’intera società” non può che meritare la maiuscola e non ha bisogno di alcuna distinzione cavillosa.

Se davvero si considera importante “fornire strumenti educativi ed informativi agli adolescenti per evitare abitudini che mettono a rischio di infezioni sessualmente trasmesse o gravidanze indesiderate”, lo strumento giusto è l’educazione sessuale nelle scuole e al riguardo siamo in colpevole e pigrissimo ritardo (e già che ci siamo anche quella di genere, cui però sembrano carenti anche gli estensori del documento. A proposito di autori, sarà un caso che l’autrice indicata nel pdf sia Assuntina Morresi, nota per le sue posizioni conservatrici e per essere sostenitrice della legge 40, la legge più contraria alla fertilità che possa esistere?).

Il documento è molto lungo e ci vorrebbe molto tempo per analizzarlo nei dettagli. Ci sono però alcuni passaggi che sembrano particolarmente controversi.

Internazionale, 2 settembre 2016.