venerdì 24 ottobre 2014

Bambini felici e nozze gay



Dopo il riconoscimento | La gioia dei figli delle coppie omosessuali l'altro giorno in Campidoglio. Possibile credere che esiste un solo modello di famiglia?

Sabato 18 ottobre Ignazio Marino ha trascritto 16 matrimoni celebrati all’estero. Sappiamo quali sono state le reazioni scatenate dalla decisione. “Marino firma autografi” aveva commentato Angelino Alfano mentre Maurizio Gasparri richiamava alla disobbedienza civile (“Campidoglio nell’illegalità”) e in moltissimi correvano a sottolineare che i problemi sono altri – il lavoro, l’economia, le “altre” famiglie – non si può mica perdere tempo con i diritti civili, con quelli dei gay poi.
Uno dei commenti più recenti è quello di Nicola Giampaolo, consigliere di Rutigliano (provincia di Bari): “Roma vergognati!? Meglio un sindaco mafioso del sud!”. Forse questo tipo di commenti definisce i commentatori meglio di qualsiasi ulteriore didascalia.
Pochi, nella schiera degli accusatori, sembrano essersi soffermati sul valore simbolico che questa trascrizione potrebbe avere avuto per i bambini. Quei figli in nome dei quali molti se ne stanno in piedi in una piazza per ore a leggere un libro, altri invocano i prefetti o l’ordine pubblico, ci mettono in guardia riguardo alla distruzione della Famiglia (quella vera, quella composta da una donna e un uomo), altri ancora rimpiangono i bei tempi che furono quando la famiglia tradizionale prevedeva il matrimonio riparatore o l’istituto della dote. Ah!, quanto si stava meglio allora. Quei figli, forse sfugge intenzionalmente, che esistono e che si devono sentir dire che le loro famiglie non sono mica famiglie per davvero. Sono una caricatura, scimmiottano quelle vere, sono un errore morale e un travisamento giuridico.
Ed è bizzarro che in nome della difesa dei più deboli e dei più piccoli si arrivi a tirare giù dalle soffitte tutti i mali possibili e certi che la trascrizione – anche questa, al momento, più simbolica che valida come effettiva garanzia di diritti – scatenerà. O forse è già successo, il male è già tra noi. E quale sarebbe? È difficile capire. Vedremo come andrà a finire dal punto di vista giuridico, e vedremo se ci sarà mai la possibilità di una reale uguaglianza tra cittadini – raggiungibile unicamente con la possibilità di sposarsi per tutti, senza distinzione di sesso e orientamento sessuale.
Nel frattempo potrebbe essere utile cercare qualche ragione valida a sostegno del divieto e della permanenza di una discriminazione profonda tra cittadini. No, l’apocalisse non vale come ragione valida. Quali sarebbero i danni inferti dall’uguaglianza? Che cosa danneggia maggiormente i bambini, la trascrizione di qualche giorno fa oppure la pretesa che esista un Solo Modello al di fuori del quale non possono che esserci infelici e figli a metà?

Pagina 99, 23 ottobre 2014.