giovedì 10 luglio 2014

Ogni libro parla di me



Per ogni libro che mi piace non so decidermi tra un secco “leggetelo” e la logorroica voglia di copiarne e incollarne tutte le parti che ho evidenziato senza bisogno di commenti.

Certi piccoli incidenti apparentemente banali, come quelli qui narrati, si prestano […] a corroborare visioni del mondo del tutto contraddittorie, inquietandone le fondamenta di una inconsistenza residuale che non smetterà di erodere ogni nostra pretesa saggezza”.
Se cercate consolazione o siete affezionati a un mondo dicotomico e rassicurante lasciate perdere. Non dite che Simone Lenzi non vi aveva avvertito, e non venite a lamentarvi se la vostra visione teleologica e salvifica - o ciò che ne resta - sarà frantumata dai (vostri) mali minori. Quelli che vi siete scordati perché sono stati sostituiti da questioni ben più serie. Cose da grandi. Io non ho seguito il consiglio e mi sono avventurata nelle (mie) “piccoli catastrofi esistenziali”. Ho addirittura ritrovato Chiara Lubich. Me l’aveva nominata qualcuno alla maturità, “sai chi è?”. Io ignoravo chi fosse e la Chiara diventata santa il tipo l’aveva usata per una mia omonima che veniva prima di me nell’alfabeto. Insisteva “avete lo stesso nome”, come se questo significasse qualcosa. Non che ne sappia di più di Lubich, ma ora c’è Google. E poi, a tanti anni di distanza, prendo “Beni terreni” come la risposta perfetta, di quelle che ti vengono in mente solo e sempre troppo tardi, che sono come i giochi comprati quando non li vuoi più.
Quindi non capirò mai perché, fra trenta anni, avrai l’impudenza di dirmi che sono ‘una bigotta senza cervello’. Fra trent’anni continuerò a non capire perché mi dici che sono ‘solo una stronza che fa la santa col culo degli altri’”.
Sono buona e non vi rovino la lettura di Bambi raccontandovi dove sia davvero finita la madre, la cui morte per una certa generazione è un male maggiore, altro che minore. La madre (di Bambi) uccisa dai cacciatori, la consapevolezza della morte se non ci avevi già pensato e pure quella dell’ingiustizia del mondo, le domande, l’imbarazzo dei genitori nel rispondere e le bugie peggiori di qualsiasi sgradevole verità. Qualcuno di voi si sarà di certo sentito rispondere: “la madre di Bambi è volata in cielo, tesoro, proprio come il nonno”.
La stessa goffaggine che c’è nella conferma che Babbo Natale non esiste, né la fatina dei denti, né il Coniglietto di Pasqua. Oppure nelle altre scuse balbettate, come quando ti regalano finalmente quello che desideri ma non è proprio come lo volevi tu. E ti disperi, ma i grandi ti diranno che “è un bel negretto”, che i bambini sono tutti uguali, che il colore della pelle non è importante. Eppure tutte le tue amichette “seviziano con amore” bambini di colore diverso. E anche se riesci a deglutire la delusione e a inventare storie romantiche e nobili giustificazioni, la realtà prima o poi verrà fuori, e il tuo Cicciobello non può non sapere per quale ragione è stato comprato. Ragione che nulla ha a che fare con intenti educativi e politiche infantili egualitarie. C’è poi il destino beffardo del figlio di mezzo, quello che è uguale al maggiore e alla piccola - “quanto è graziosa la piccola!” - perché i figli sono tutti uguali. “Che amori di bimbi. Certo, anche quello di mezzo”.
Mali minori, imbarazzi indelebili. Come quando Federica indossa il vestito di Sandokan - “Sandokì?” - con troppo ritardo. “A sei anni nessuno vive di ricordi”. La fine dell’arcadia naturalista, perché “bere un uovo è come baciare il culo di una gallina e il mattino comincia con l’odore di merda di vacca”. Poi ci sono anche i mali ancori più piccoli, quelli che a stento vedi a occhio nudo. I più strazianti di tutti. “Un vestito Lebole nuovo nuovo che gli va a pennello” o “quel primo lavoro appassionato e inutile che si fa da bambini e che altro non è se non il prototipo di tutti i lavori appassionati e inutili che faremo da grandi”. O comprare il polmone, dire che è per il gatto. Non ho più spazio e ancora molte righe evidenziate. Datemi retta, leggete Mali minori.

Il Mucchio, luglio-agosto 2014.