sabato 31 maggio 2014

Il nuovo codice di deontologia medica e l’obiezione di coscienza

È in arrivo il nuovo codice di deontologia medica. Non mancano le proteste e le lamentele da parte degli ordini provinciali. Non mancano nemmeno le reazioni del mondo prolife.

Generazione Voglio Vivere ha promosso la petizione Nessuno tocchi il diritto all’obiezione di coscienza! da inviare a Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO).

Generazione Voglio Vivere – sottotitolo “La Vita umana è sacra ed inviolabile” – è un’associazione ultraconservatrice, il cui intento è introdurre “nella Costituzione italiana […] un emendamento che garantisca la tutela della vita dal concepimento alla morte naturale” (ovvero: eliminare la 194 e non pensare nemmeno all’eutanasia – pur accettando la medicina “innaturale” quando dicono loro).

La petizione è caratterizzata dai consueti toni prolife e da una preoccupazione che sembra prematura (la petizione è del 13 maggio, il codice del 18). È però interessante perché sull’obiezione di coscienza la petizione dice quello che in molti ripetono a difesa della possibilità di imporre la propria visione del mondo.

“Vi è il serio pericolo – così comincia con vibrante preoccupazione – che l’attuale bozza comprima il diritto all’obiezione di coscienza dei medici, che non avrebbero altra alternativa se non piegarsi a una scelta ritenuta immorale, pena, in caso contrario, la radiazione dall’albo professionale”.

Difficile non pensare prima di tutto all’obiezione di coscienza prevista dalla 194 e ormai diventata una strategia di sabotaggio dell’interruzione volontaria di gravidanza. Le stesse considerazioni potrebbero però valere in altre circostanze: tecniche riproduttive, contraccezione, sterilizzazione volontaria, nutrizione e idratazione artificiali, sospensione di trattamenti o di macchinari. In una parola, in tutte quelle circostanze in cui non c’è soltanto un aspetto tecnico e medico, ma anche uno spazio in cui domandarsi se è giusto o sbagliato, cosa faremmo noi, cosa faremmo per gli altri – cioè, sempre.

Ovviamente decidere se assumere un farmaco x o y è in genere moralmente meno controverso di interrompere una gravidanza (sull’obiezione di coscienza rispetto all’interruzione di gravidanza il nuovo codice non può che rimandare alla legge e sottolineare i doveri del medico: “l’obiezione di coscienza si esprime nell’ambito e nei limiti dell’ordinamento e non esime il medico dagli obblighi e dai doveri inerenti alla relazione di cura nei confronti della donna”, titolo VI, articolo 43).

Wired, 27 maggio 2014.