domenica 25 agosto 2013

Fiori e carote: così ti disarmo le gang di Chicago


Angela e Sam Taylor sono una famiglia come tante. Nel 2004 si trasferiscono in una nuova casa a Fulton Street, Chicago, in una delle aree più violente della città: omicidi, reati associati alla droga, piccoli o grandi crimini come unico panorama per molti ragazzini nati da quelle parti. Nella nuova casa c’è un giardino, che all’inizio nessuno degna di molta attenzione. Poi Angela inizia a sistemarlo. Prende lezioni di giardinaggio e, seme dopo seme, piantina dopo piantina, il risultato è un magnifico giardino (nelle foto). O meglio: magnifico è l’effetto di quel giardino sul quartiere. Le persone cominciano a fermarsi, a parlarne, a voler partecipare. Angela è «la vicina che ha quel bel giardino!» e quello spazio rappresenta sempre più una visione del mondo: al posto delle squallide aree dove i ragazzini vendono e comprano droga, si può guardare a un luogo in cui crescono fiori, frutta e ortaggi.

La Lettura, domenica 25 agosto 2013.

domenica 18 agosto 2013

A Boston un altro Anthony Weiner


Anthony Weiner è ormai famoso non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. Da qualche settimana il Weinergate ha monopolizzato i media, occupando le prime pagine e offrendo su un vassoio d’argento infiniti pretesti per battute e parodie. A cominciare dal suo nickname, Carlos Danger, con cui s’è intrattenuto in un nuovo scambio di messaggi e foto erotici – qualcuno direbbe pornografici – dopo lo scandalo analogo che due anni fa l’aveva spinto a dare le dimissioni dal Congresso. È estate e il sexting si presta bene all’isterismo moralista e un po’ ipocrita, quello che ci fa sentire al sicuro: “noi?, mai”, nascondendo la mano e il telefono. Certo, ci sono le bugie, la sua ostinata negazione anche davanti a prove inequivocabili, la responsabilità politica e il tradimento coniugale.

Numeri Due, La Lettura, 18 agosto 2013.

giovedì 8 agosto 2013

Non chiamatele egoiste. Sono madri più attente


Siamo «giovani» almeno fino a 50 anni, come stupirsi che sempre più donne scelgano di diventare madri intorno ai 40? Magari dopo essersi laureate e aver cercato un lavoro soddisfacente, in attesa del momento giusto che potrebbe non arrivare mai. E allora, spingendo il limite biologico il più possibile, si aspetta, si rimanda. Ci sono stati casi di donne diventate madri a 60 anni: un fenomeno difficilmente digeribile, facile pretesto di accuse di egoismo e irresponsabilità genitoriale. Condanne curiose e fortemente orientate dal genere: si può diventare padri per tutta la vita, madri no.

Il Corriere della Sera, 8 agosto 2013.