domenica 28 luglio 2013

L’amor di lontano funziona


«Penso che dovremmo escludere chiunque non viva da queste parti». Sam è vedovo da un anno e mezzo e il figlio Jonah telefona a una trasmissione radiofonica per esprimere il suo desiderio la notte della vigilia di Natale: che il padre possa trovare un altro amore. Forzato dalle circostanze, Sam racconta alla radio della moglie adorata. Nel giro di qualche giorno riceve centinaia di lettere indirizzate a sleepless in Seattle: sono donne che vogliono incontrarlo.

La vicinanza è una condizione che Sam ribadisce anche quando Jonah legge la lettera di Annie: è quella la donna giusta! «Ma sai dove vive Annie? A Baltimora, e noi a Seattle», cioè a 4.400 chilometri di distanza, più o meno quanto dista Lisbona da Mosca. Il caso è chiuso. L’amore però è indifferente ai chilometri e alla lontananza, e Annie e Sam (e Jonah) vivranno felici e contenti. In una commedia romantica (Insonnia d’amore, regia di Nora Ephron, 1993) il lieto fine è doveroso, ma anche nella realtà la distanza non sembra essere un ostacolo per gli amori.

La Lettura #88, Il Corriere della Sera, 28 luglio 2013.