domenica 15 aprile 2012

Quando il bullismo è adulto e femmina

«Niente mi diverte come la disperazione amorosa e la parola perfida mi ha sempre fatto piacere». «Non c’è dunque donna che non abusi del potere che è riuscita ad ottenere!». Così conversano la marchesa di Marteuil e il visconte di Valmont nel romanzo Le relazioni pericolose. Nel XVIII secolo nessuno avrebbe usato il termine bullismo, ma Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos delinea un carattere prepotente e spietato che nulla avrebbe da invidiare ai moderni bulli. Anzi, alle moderne bulle che a scuola o in ufficio tormentano sottoposti o persone più deboli e incapaci di difendersi (sul lavoro si parla di mobbing). E a volte nemmeno se ne rendono conto. È possibile essere aggressivi senza esserne consapevoli? Parte proprio da questa domanda la riflessione di Meghan Casserly su Forbes Women di alcuni giorni fa. Casserly ricorda alcuni episodi della sua infanzia e adolescenza: com’è oggi la ragazzina un po’ bulla di allora?

Su la Lettura #22, 15 aprile 2012.