domenica 30 ottobre 2011

Pagina 3 di domenica 30 ottobre

Aung San Suu Kyi, gita scolastica all’Apple store, la sensitiva fa causa al mago (Zeus), Guido Ceronetti, Tom Wolfe e Irene Tinagli.
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sabato 29 ottobre 2011

Pagina 3 di sabato 29 ottobre

Paul Auster, Seymour Hoffman, Apps for Autism, Philip Roth, Aridatece la Standa e la rivista patinata che costa 300.000 euro mentre mancano gli agenti carcerari e la situazione carceraria italiana è disastrosa.
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lunedì 24 ottobre 2011

Battaglie di libertà

Come si vive in Italia oggi e qual è la salute della democrazia e dei diritti fondamentali? La risposta non va cercata soltanto nel presente, ma ricostruita in una visione temporale più ampia. Sono passati più di sessant’anni dalla costituzione repubblicana: in questi anni spinte contrastanti, cambiamenti e conflitti mai risolti hanno caratterizzato la vita istituzionale e il sistema giuridico italiani e, di conseguenza, le garanzie dei diritti costituzionali. Sergio Lariccia ricostruisce il percorso accidentato della vita democratica italiana, con particolare attenzione alla storia costituzionale. Individuo, sistemi scolastici, laicità sono alcuni dei tasselli cruciali di questo affresco non ancora compiuto e a volte somigliante alla tela di Penelope.

La questione dei rapporti tra Stato e chiesa è ancora drammaticamente attuale e si presenta sotto forma di molteplici questioni. Come definire l’identità religiosa e come farla convivere con il pluralismo giuridico? “Anche nel nostro paese, come è avvenuto altrove, il problema dell’identità si è presentato soltanto dopo che si sono realizzate le condizioni per l’attuazione di un pluralismo ideologico: esso è dunque un problema caratteristico delle società democratiche” (p. 58). Certo poi il panorama cambia a seconda delle decisioni e della coerenza della società democratica. Per capire il nostro panorama ripercorriamo la storia dei diritti a partire dalla Costituzione del 1948. È una storia complessa e burrascosa e che riguarda ciascuno di noi. “L’Italia di oggi è il frutto delle scelte politiche compiute prima del 1950: è per questa ragione che, per una esatta valutazione di molti problemi tuttora dibattuti in tema di diritti, doveri e libertà dei cittadini italiani, occorre risalire al periodo del secondo dopoguerra, poiché è in quegli anni che si pongono le premesse dei problemi che oggi riguardano la vita della nostra società”.

Sergio Lariccia, Battaglie di libertà, 2011, Carocci.

Galileo, 24 ottobre 2011.

domenica 23 ottobre 2011

Pagina 3 di domenica 23 ottobre

Samuel Beckett, Il sorriso sotto le macerie. Obiettori contro le donne, di Anna Pompili. Filippo Gatti sullo spreco dell’aeroporto di Brescia (40 milioni di euro, 0 passeggeri), il censimento e la famiglia che è “una sola” (ma nessuno legge davvero l’articolo 29 della Costituzione), Carlo M. Cipolla e la stupidità.
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sabato 22 ottobre 2011

Pagina 3 di sabato 22 ottobre

Roberto Escobar e gli accanimenti (terapeutici e politici), Dio è nero secondo Dario Fo, il Festival della Scienza di Genova, Tahar Ben Jelloun su Gheddafi, Alice Hallgarten le parole svuotate di senso.
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martedì 18 ottobre 2011

C’è chi dice no


Dalla leva all’aborto. Come cambia l’obiezione di coscienza (20 ottobre).

Provate a domandarvi: “chi sono gli obiettori di coscienza?”. In molti mi hanno risposto: “i medici che non vogliono eseguire aborti per ragioni di coscienza”. La risposta è parziale e approssimativa.
C’è di mezzo anche una questione anagrafica: oggi, al contrario di qualche tempo fa, di obiezione di coscienza si parla soprattutto in campo sanitario. Inoltre l’interruzione di gravidanza è uno dei temi più controversi dal punto di vista morale.
La risposta però è soprattutto l’effetto di un profondo cambiamento semantico avvenuto in questi anni.
Questo cambiamento è stato consacrato quando il diritto alla obiezione di coscienza è entrato come diritto positivo nelle leggi italiane: prima con il servizio civile alternativo alla leva, poi con la legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza e la legge 40 sulle tecniche riproduttive.
Fino ad allora chi sceglieva l’obiezione di coscienza si opponeva a una legge, a un divieto o a una imposizione. Era un reo. Poi sono stati tracciati dei confini legali. Una specie di riserva in cui gli obiettori potevano essere addomesticati. L’obiezione di coscienza è entrata nel sistema normativo e l’obiettore, seppure a certe condizioni, è stato autorizzato dalla legge.
Qual è il significato originario della obiezione di coscienza? L’obiezione di coscienza è un esempio illuminante dei rapporti tra le scelte individuali e le leggi dello Stato; tra l’ambito normativo e lo spazio della nostra morale. La libertà di scelta altrui non è minacciata dalla decisione dell’obiettore genuino, se non in un senso debole per cui ogni nostra azione riguarda anche gli altri. Il conflitto non è tra un singolo e l’altro, ma tra un singolo e l’obbligo di rispettare un divieto o un ordine la cui violazione non lede il diritto di qualcuno. Non è un diritto positivo, ma un modo per “sottrarsi” – in via eccezionale – a una qualche norma. Anteporre un dovere morale a una legge comporta però un prezzo da pagare, spesso molto alto. L’obiezione di coscienza, inoltre, è una azione pacifica e individuale.
Il profilo dell’obiettore ha subìto negli ultimi anni un vero e proprio stravolgimento e oggi l’obiezione di coscienza è spesso usata, senza troppi complimenti, come un ariete per contrapporsi a diritti individuali sanciti dalla legge. È frequente che lo scontro sia tra un singolo e l’altro: “i medici che non vogliono fare aborti per ragioni di coscienza” entrano direttamente e personalmente in conflitto con le donne che richiedono quel servizio previsto dalla legge 194.
La manipolazione del suo significato è compiuta: l’obiezione di coscienza è spesso brandita come arma contro l’esercizio delle singole volontà. È un destino buffo per uno strumento dal sapore liberale e libertario, più affine all’individualismo e alla disobbedienza civile che all’autoritarismo e al moralismo legale.
Da Antigone alle donne che oggi chiedono di abortire, passando per il Dr House e per i medici che non vogliono prescrivere la contraccezione d’emergenza, l’odierna obiezione di coscienza merita una riflessione attenta. Non possiamo più eludere alcune domande: come può funzionare un servizio fiaccato dal 75% di defezioni (questa è la percentuale nazionale degli obiettori di coscienza rispetto alla interruzione di gravidanza)? È giusto scegliere una professione e poi chiedere un esonero? Perché dovrebbe valere solo per i medici, e non per gli avvocati, i giudici o le forze dell’ordine?

Pagina 3 di domenica 16 ottobre

Dashiell Hammett e gli eroi per un giorno, il restauro di Senso di Luchino Visconti, Cinzia Leone sul quartiere antipapalino Prati, il Dossier Rai, Leonardo su Giuliano Ferrare e il Blogfest 2011, Hilary Putnam sul realismo, la fantasia è meglio del realismo (letterario).
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lunedì 17 ottobre 2011

Pagina 3 di sabato 15 ottobre


Paolo Sorrentino intervista Tom Waits, Christopher Hitchens, il Riccardo III di Kevin Spacey e Sam Mendes, le biblioteche di Londra, Rudy Nureyev e la verità.
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lunedì 10 ottobre 2011

Pagina 3 di domenica 9 ottobre

A window on Baghdad, Chris Hondros

Daniel Dennet su Alan Turing, Luoghi Comuni a Palazzo Ducale, Remo Bodei, Mauro Dorato, Baghdad in D Minor di Chris Hondros e Bollywood.
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sabato 8 ottobre 2011

mercoledì 5 ottobre 2011

La vita immortale di Henrietta Lacks

HeLa è il nome di un tipo particolare di cellule umane: sono immortali, si moltiplicano e sopravvivono in laboratorio. Tutti i tentativi precedenti di mantenere in coltura cellule umane erano falliti: le cellule infatti morivano nel giro di qualche settimana.
Quasi ogni laboratorio ha in frigo HeLa. Secondo uno scienziato sono così tante che potremmo, disponendole una accanto all’altra, farci 5 volte il giro della Terra. Queste cellule sono state e rimangono fondamentali per molte ricerche e hanno permesso avanzamenti e scoperte, contribuendo alla messa a punto del vaccino per la poliomelite, della chemioterapia, delle tecniche di riproduzione artificiale e dei trattamenti per moltissime patologie.
Ma cosa significa HeLa? Forse pochi immaginerebbero che HeLa sta per Henrietta Lacks, morta di cancro nel 1951 al John Hopkins Hospital di Baltimora. Quasi nessuno, anche tra quanti hanno condotto ricerche usando queste cellule, ne conosce la provenienza e la storia.
Rebecca Skloot, autrice di La vita immortale di Henrietta Lacks, ha ricostruito la vita di Henrietta parlando con la sua famiglia e i suoi amici, consultando le cartelle cliniche e i pochi articoli che ne parlavano.
La sua storia solleva questioni importanti che vanno dalla scienza alla morale, dai limiti della ricerca alla proprietà del corpo fino a questioni razziali e di deontologia.
Questa donna minuta, morta a soli 31 anni, ha rivoluzionato suo malgrado le nostre esistenze. Ha subito però ingiustizie? Rebecca Skloot riporta la dichiarazione del marito di Henrietta - in uno dei rari articoli che parlano di lei e pubblicata su una rivista negli anni settanta. “Tutto quello che mi ricordo è che aveva questa malattia, e che subito dopo la sua morte mi hanno chiamato per chiedermi il permesso per prelevare un campione di qualche tipo. Decisi di non acconsentire”. Eppure le cellule vengono prelevate, messe in un disco di Petri, vendute, usate nei laboratori di tutto il mondo. Senza il consenso di Henrietta - come era consuetudine allora (magari ancor di più, trattandosi di una donna afroamericana proveniente da una famiglia povera). La famiglia Lacks riusciva a stento a sopravvivere mentre le cellule di Henrietta facevano guadagnare milioni e milioni di dollari ai laboratori.
Skloot ricostruisce la storia di Henrietta e quella di HeLa in modo affascinante, lasciando quasi intatte le voci eterogenee delle testimonianze e descrivendone puntigliosamente i risvolti morali, umani e politici.

Adelphi, pp. 504, euro 26
Su Il Mucchio Selvaggio di ottobre.

domenica 2 ottobre 2011

Pagina 3 di domenica 2 ottobre


Pagina 3 di oggi: Conflict Kitchen a Pittsburgh, Franca Valeri, il viagra di Benito Mussolini, Phastidio sul comma 29, Motherland a Roma, cartelli stradali "fai da te", Belgrado mon amour.
Podcast.

sabato 1 ottobre 2011

Pagina 3 di oggi

Il Festival di Internazionale a Ferrara, la scuola, lArmenia, Hans Küng ma soprattutto non ci sono più gli oroscopi duna volta! (Rizzoli (Pdl) alla Camera: “Gli oroscopi non valgono più, colpa dei parti cesarei”).
Podcast.