sabato 30 luglio 2011

Si fa presto a dire salute

Che significa stare bene? Qual è la definizione di salute? In un editoriale del dicembre 2008 sul BMJ, Alex Jadad e Laura O’Grady avevano invitato a ridefinire il concetto di salute attraverso un processo collaborativo e collettivo (A global conversation on defining health: Alex Jadad and Laura O’Grady, 10 december 2008: alcuni dei commenti al post sono molto interessanti).
La proposta è stata accolta e sviluppata in rete e in un convegno svoltosi nel 2009 nei Paesi bassi. Fiona Godlee è tornata sull’argomento a circa tre anni di distanza dall’inizio di questa global conversation (What is health?, BMJ, 27 july 2011) perché proprio in questi giorni Jadad e i suoi collaboratori ne hanno presentato i risultati. La proposta per la nuova definizione è la seguente: la capacità di adattarsi e di cavarsela di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive.
Definire la salute - e definire qualsiasi argomento di cui parliamo - è fondamentale perché se non lo facessimo non avrebbe alcun senso, per esempio, affermare l’importanza del perseguimento della salute o delineare gli strumenti per garantirne l’accesso. Dobbiamo sapere cosa cerchiamo e cosa perseguiamo per rendere il discorso sulla salute un discorso sensato.
È interessante anche quanto emerge dalla discussione rispetto alla definizione di salute fornita dal World Health Organization (WHO) nel 1948: la salute era allora stata definita come completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto come assenza di una patologia o di un malessere (“a state of complete physical, mental and social well-being and not merely the absence of disease or infirmity”). Questa definizione non solo sarebbe inutile, ma perfino dannosa perché utopica. Il benessere completo rischia di esistere solo sulla carta. Basterebbe un piccolo acciacco, una lieve alterazione dei nostri valori del sangue o di altri parametri fisiologici per esserne esclusi - insomma, ognuno di noi potrebbe illudersi di corrispondere alla definizione del 1948, essendone in realtà più o meno lontano. Senza pensare che con tutta probabilità non abbiamo fatto un test genetico e quindi qualche malattia asintomatica potrebbe starsene nascosta nel nostro organismo.

Galileo, 29 liuglio 2011.