venerdì 6 maggio 2011

La verità ai tempi del web

Un vostro amico vi invita a cena giovedì prossimo per inaugurare la nuova casa. A un primo sguardo non c’è nulla di complicato, ma invece abbiamo bisogno di una gran quantità di conoscenze per suonare il campanello all’ora giusta del giorno giusto dell’appartamento giusto. Nicla Vassallo (Per sentito dire, 2011, Feltrinelli) parte da un pretesto simile per condurci in un percorso attraverso la testimonianza, formidabile fonte conoscitiva: Riccardo Ruspoli riceve un invito per una cena di gala dalla regina Elisabetta II. Ogni tappa, dalla ricezione dell’invito al lieve inchino per salutare the Queen, è possibile perché ci è stato testimoniato qualcosa. A cominciare dal nostro nome. Possiamo presentarci a cena grazie a «conoscenze, effettive o presunte, su cui abbiamo contato, conoscenze che si devono alle nostre percezioni, memorie, ragionamenti, introspezioni, come a quanto dagli altri c’è stato testimoniato e agli altri abbiamo testimoniato».

Senza testimonianze saremmo ridotti a poco più che un corpo, eppure c’è una scarsa consapevolezza dell’importanza conoscitiva della testimonianza, sotto molteplici forme: libri, giornali, racconti, telefoni, mappe. Senza la testimonianza subiremmo una grave perdita epistemica, rischieremmo di diventare paranoici e profondamente incoerenti.

Su darwin, 43, maggio/giugno 2011.
(Molte altre foto di the Queen).