sabato 5 marzo 2011

Carta canta


Il pervertimento semantico può essere intenzionale, soprattutto rispetto a parole importanti come “libertà”?
Succede ogni giorno: la parola “libertà” compare nella denominazione di molti partiti (Popolo della Libertà, Futuro e Libertà), di parecchi giornali e di numerose associazioni. Si vuole tentare di convincere che solo il partito, o il giornale, che si definisce “libero”, o che prevede il riferimento alla libertà nella propria denominazione, sia davvero garante delle istanze di libertà! Ma, ancora una volta, non basta una parola per rendere gli uomini liberi. Se poi quella libertà nasconde, per esempio, un monopolio della informazione diventa quasi grottesco e l’espressione “libertà” diventa uno schermo, un insopportabile artificio.

Da una intervista a Sergio Lariccia, su Il Mucchio Selvaggio di marzo.