venerdì 20 novembre 2009

Il ddl Calabrò, l’emendamento e le marionette

Benedetto Della Vedova ha presentato un emendamento al ddl Calabrò sul testamento biologico con l’appoggio di oltre 40 deputati del Popolo della Libertà. Nell’emendamento non v’è traccia né di libertà, né di un testamento biologico che possa genuinamente definirsi tale.
Sebbene le intenzioni dichiarate siano di offrire un’alternativa al testo Calabrò, lesivo di ogni buon senso, il risultato è sconcertante. La nostra autodeterminazione in materia sanitaria è schiacciata da concetti come “indisponibilità della vita” e dalla rimozione della irrimediabilità della nostra finitezza. Si dice che il medico deve promuovere la salute, dimenticando che il medico dovrebbe anche accompagnare il paziente nelle malattie incurabili e soprattutto rispettare le sue volontà.
Questo emendamento paternalista non è giustificabile in alcun modo, nemmeno nell’ottica del “meno peggio”. Perché, nella sua non esplicita violazione del nostro diritto a scegliere se e a quali trattamenti sanitari sottoporci, è sudbolo e ipocrita. Una buona legge sul testamento biologico dovrebbe ribadire tale diritto. Non esistono strade intermedie: una legge giusta e rispettosa, oppure una legge odiosamente violenta e illegittima. L’emendamento di Della Vedova si colloca, purtroppo, nella seconda opzione, accanto al ddl Calabrò e con la benedizione di quelli che considerano i cittadini marionette da dirigere. Per il loro bene, naturalmente.

DNews, 20 novembre 2009.