mercoledì 28 ottobre 2009

venerdì 23 ottobre 2009

Per qualcuno i barboni sono come la polvere

Just homeless

Le ingiustizie e le mistificazioni cominciano dalle parole: clandestini, sbandati, bivacco, decoro urbano.
E proseguono con una cieca e ignobile azione esclusivamente punitiva e coercitiva. Dopo il divieto di mangiare e bere nei luoghi “pregiati” di Roma, l'ordinanza contro i lavavetri, i giocolieri e gli ambulanti e la cosiddetta ordinanza antiborsoni, ecco in arrivo un altro stupido gradino di un progetto miope e osceno: le panchine antibarbone. Ovvero panchine divise in due da un bracciolo per evitare che qualcuno vi si posa sdraiare. Nani e bambini a parte. Forse ai nostri burocrati dell'ordine è sfuggita questa possibilità. Ma i nani sono pochi e i bambini magari fanno tenerezza anche agli aridi cuori della giunta capitolina.
I fondi per modificare le panchine o per costruirne di nuove ci sono già: quanti soldi saranno spesi per evitare di sdraiarsi a chi non ha nessun posto dove andare? Nessuno ha nemmeno considerato che si potrebbero spendere per offrire un luogo dove dormire e non per rendere ancora più dolente una esistenza che è già disgraziata?
No, l'unica preoccupazione di gente come Fabio de Lillo, assessore all'Ambiente, è di cacciare la polvere sotto al tappeto e negare o fregarsene della drammatica realtà di alcuni esseri umani. Già. Perché quella polvere che non si vuole vedere non è quella presente anche nei loro salotti buoni, ma sono persone.

DNews, 23 ottobre 2009

venerdì 9 ottobre 2009

Il buongoverno e la bellezza delle donne

Cancer in Coney Island
Quando chiedi informazioni su qualcuno che non conosci, con cui magari hai un appuntamento al buio, e ti rispondono “è un tipo” è difficile non pensare che sia un modo per arretrare davanti alla brutale verità: il qualcuno in questione non spicca per bellezza, ma magari ha altre qualità. E magari anche più interessanti della bellezza fisica. Difficile, però, che si dica direttamente “guarda non è un Adone, ma ...”.
Così come è improbabile dirlo in faccia al diretto interessato. Queste sono quelle che si possono chiamare bugie bianche: perlopiù non c’è un intento offensivo, ma forse solo imbarazzo davanti a scomode ammissioni.
Può capitare invece che l’evitamento si trasformi in offesa vile e solo apparentemente indiretta. “È sempre più bella che intelligente” ha detto Silvio Berlusconi a Rosy Bindi in una ormai celebre telefonata al Dr. Vespa (come lo chiama lui).
E il richiamo alle mancate qualità estetiche è tanto più grave in quanto rivolto a una persona che non dovrebbe essere considerata da questo punto di vista. Non è una donna in vendita, Rosy Bindi, ma forse il cavaliere non è abituato a trattare senza compravendite.
E poi lui si è stancato “di essere cortese con persone che sono sempre scortesi con me” e bisogna capirlo. Non c’è tempo per queste smancerie, lui deve pensare all’Italia. Ecco perché vale la pena di pagare le donne. Per non perdere tempo. È per il bene del Paese, quindi.

DNews, 9 ottobre 2009