venerdì 25 settembre 2009

La precarietà non è forse un’attenuante?

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11 giorni sono brevi quando sei in vacanza. E 11 di carcere? Difficile, forse, anche immaginare poche ore.
E il tempo passa e gli arresti dell’ex scuola alla Magliana sono confermati fino a quando il tribunale del riesame non si esprimerà: una paio di settimane, giorno più, giorno meno.
Intanto Francesca, Gabriele, Sandro, Sandrone* e Simone aspettano. Sandrone aspetta anche un terzo intervento per un tumore.
Custodia cautelare si chiama. Per il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione dei reati. Tra questi l’estorsione e l’occupazione di suolo pubblico.
Cioè di una scuola abbandonata da anni e che ospita chi una casa non può permettersela.
Chi è la parte lesa di questa occupazione? Il Comune che dovrebbe mantenere le promesse sulla edilizia pubblica invece di strizzare l’occhio ai costruttori? Come non considerare almeno come attenuante le circostanze di questa occupazione?
Le mamme dell’8 marzo hanno raccontato la loro storia degli arresti: “i nostri figli non hanno nulla da nascondere”. Tra le persone che vivono nell’ex scuola ce ne sono due “gravemente ammalate, che vengono aiutate, famiglie con bambini (una è nata tre giorni fa), giovani con lavori precari.
Tutti gli abitanti hanno dichiarato per iscritto di non aver mai subito violenze o minacce di sorta, di non aver mai raccolto più di 15 euro, che non venivano versati da chi si trovava in difficoltà economiche o aveva perso il lavoro”.

(DNews, 25 settembre 2009)

* Da ieri sera è libero.