giovedì 20 novembre 2008

(Non) affittasi a froci e a pervertiti - ma non è la stessa cosa?

- Pronto?
- Pronto buongiorno chiamo per l’annuncio della camera da affittare.
- Buongiorno a lei, mi dica.
- È ancora libera?
- Sì.
- Io sono gay.
- Ah madonna santa, che te devo di’ figlio mio… eh, è una cosa… non ti so dare una risposta… io non ho niente contro per l’amor di Dio perché sono una persona democratica… però sinceramente non ti so dare una risposta. Capito che voglio dirti?
Non è molto chiaro cosa intenda, ma andiamo avanti.
- Sei gay?
- Sì.
- Eh, penso che non va bene!
- E per quale motivo?
- Eh, perché? Vabbeh perché non va bene!
Risposta molto frequente tra i 2 e i 4 anni, può avere anche una versione affermativa: “Sì, perché è così!”.
- Chiamo per l’annuncio della camera per la coppia, è libera ancora?
- Sì, sì è libera. [Verrebbe con] la sua fidanzata?
- No il fidanzato.
- …
- Pronto?
- Sì.
- Siamo una coppia gay.
- Eh… nooo, la ringrazio, no.
- Per quale motivo?
- Eh… no. No, non è permesso, no. Perché qui abita il proprietario.
E chi è il proprietario, il cugino indottrinato di Sarah Palin?

Parole diverse per un concetto comune. La voce di chi telefona è di un uomo e all’inserzionista viene un colpo. Forse prima un dubbio di avere capito male. Ma no, ha detto proprio “fidanzato, il mio fidanzato”. O addirittura e inequivocabilmente “coppia gay” (guarda tu che sfacciato). E la voce è quella di un uomo, non c’è dubbio. Va bene che alcune donne hanno un timbro profondo e imponente, ma questo qui è proprio un uomo!
E allora comincia un balbettio imbarazzato oppure un secco rifiuto. Spesso il riso a sottolineare un imbarazzo adolescenziale e ipocrita.

Le ragioni? Una rassegna dei più banali e sciocchi luoghi comuni riguardo alla omosessualità.
“Mica vorrà farmi criticare da tutto il condominio?”.
“Senta io non voglio nessun via vai equivoco in casa mia!”.
“No, no, non so cosa penserebbero di me gli altri condomini”.
Alcuni si limitano a mettere giù il telefono, senza nemmeno salutare. Ma in effetti è proprio il meno, qui, il non rispettare le basi della buona educazione “buongiorno e buonasera”.
Chi stesse pensando che sia un riassunto di un bmovie omofobo o sarcastico, oppure di un documentario del vecchio e caro Tennessee, avrebbe preso una bella cantonata.
Non solo non è fiction, ma non è nemmeno il resoconto di un quartiere infestato dal Ku Klux Klan – almeno non ufficialmente.
No. È successo a Roma in questi giorni. E forse succede in tante altre città.
Francesco Palese, un giornalista di Retesole, si mette a caccia di annunci e di una stanza matrimoniale da affittare. Telefona, chiede informazioni e poi lancia la patata bollente.
“Coppia gay!? Fossi matto, la gente mormora e qui nel condominio si conoscono tutti”.
Il servizio andrà in onda stasera alle 20.35 nel corso della trasmissione “L’altra Inchiesta”.

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