venerdì 3 ottobre 2008

Rosa come un romanzo di poca cosa

Scalata
L’annoso e insensato dibattito tra evoluzionisti e creazionisti si arricchisce continuamente: Rosa Alberoni sembra avere le idee molto chiare sulla questione, ma probabilmente è più confusa di quel che pensa.

Se è sufficiente nominare Charles Darwin per scaldare gli animi, aggiungere all’agone Rosa Giannetta Alberoni, professore universitario di Sociologia Generale e moglie del celebre luminare Francesco Alberoni, ti porta per mano e ad occhi chiusi in una sauna scioglibudella. Antonio Gaspari ci offre una telecronaca del tutto (Quando la darwinolatria diventa intollerante. Per Rosa Alberoni la bellezza artistica conduce al Creatore, Zenit, 30 settembre 2008), anzi intervista perfino l’autrice di “Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin”. Libro “sul tema”, lo definisce Gaspari, proprio come “sul tema” era “Creazione ed Evoluzione” di B16 (in cui avrebbe “spiegato le sue argomentazioni”). Alle elementari ti mettevano 4 se andavi fuori tema: se dovevi scrivere “una domenica pomeriggio in casa” non c’era verso di fare passare una riflessione su Capitan Harlock – anche se lo avessi visto domenica pomeriggio. Se ti chiedevano la cronaca non potevi cavartela con la fiction – alle elementari no. Comunque Gaspari intervista Rosa “per cercare di comprendere quali siano i veri termini del dibattito”. Avrebbe dovuto immaginare che si sarebbe assestato sulla ricerca, affannosa e mal indirizzata. Della conoscenza nemmeno la traccia. Ma che ti aspetti da Rosa?

(Continua su Giornalettismo, 2 ottobre 2008)