mercoledì 1 ottobre 2008

Il motore di ricerca può essere intelligente

Nascondino
L’antropomorfizzazione è una irrefrenabile tentazione umana. Il cane e il gatto di casa sono investiti di emozioni propriamente umane; spesso si implora un computer impallato di non sprecare il nostro lavoro come se fosse un collega dispettoso; per qualcuno perfino la propria automobile merita un nome proprio e ha un’anima (a volte demoniaca: come dimenticare “Christine, la macchina infernale”?).
Addirittura il socialismo è stato definito con una espressione antropomorfica: dal volto umano.
La tecnologia, paradossalmente, si presta bene a rinforzare questa tendenza “primitiva”, perché molti oggetti sembrano animarsi e interagire con noi. Dal frullatore alla lavatrice, fino ad arrivare ad un protagonista indiscusso di questo animismo tecnologico: il motore di ricerca. E così Google viene trasformato dagli utenti in un essere senziente e in grado di capire il significato delle nostre domande. Novello e imperfetto Tiresia, il motore di ricerca si affanna – ecco in agguato la personificazione – a risponderci in modo soddisfacente. Ma la delusione è frequente (soprattutto per quanti non sanno fare le ricerche e interrogano Google come farebbero con il saggio del villaggio).
Gli attuali motori di ricerca possono rispondere rimandando tutti gli url che contengano le parole immesse nella domanda, compiendo un certo numero di operazioni e arrivando fino ad un certo grado di complessità.
Un progetto di ricerca chiamato Searching Computer (SeCo) intende realizzare una seconda generazione di motori i ricerca, in grado di integrare in una unica risposta le informazioni provenienti da più siti e risorse in rete. Il progetto ha ricevuto un advanced grant di 2,5 milioni di euro da parte dell’European Research Council (ERC), ente istituito all’interno del Settimo Programma Quadro per finanziare importanti “progetti di frontiera”. Per i prossimi 5 anni il gruppo coordinato da Stefano Ceri, del Dipartimento di Elettronica e Informazione (DEI) del Politecnico di Milano, lavorerà alla realizzazione di un motore di ricerca capace di rispondere a domande articolate come “dove posso ascoltare una conferenza interessante vicino ad una spiaggia assolata?”. La ricerca sarà multidisciplinare, e dopo una prima fase teorica sarà applicativa e svilupperà i primi prototipi di Search Computing.

DNews, 1 ottobre 2008