lunedì 22 settembre 2008

Soltanto a New York seicento community


L’espressione “guerrilla gardening” fu usata per la prima volta da Liz Christy nel 1973: insieme al suo gruppo, chiamato Green Guerrillas, trasformarono un’area malconcia di New York in un giardino rigoglioso.
Oggi questa area si chiama “The Liz Christy Garden Community” in ricordo della sua “fondatrice” e, come si legge nel sito, appartiene a tutti i cittadini (www.lizchristygarden.org). Il giardino è un luogo in cui rilassarsi in ogni momento dell’anno.
Ci sono molte piante e fiori, e si avvale del volontariato delle persone che desiderano contribuire a mantenere questa area paradisiaca e in cui si può anche affinare il proprio pollice verde. Dopo venti ore di volontariato si riceve simbolicamente una chiave del giardino.
I Green Guerrillas (www.greenguerillas.org) portano avanti ancora oggi l’idea e la battaglia di Liz Christy e dei loro predecessori guerriglieri. Insegnano a coltivare le piante e a curare i giardini; si fanno interpreti e portavoce di una battaglia a favore dell’ambiente e contro il degrado urbano. Il loro slogan è: “It’s your city. Dig it”.
Soltanto a New York ci sono 600 community gardens, vere e proprie oasi nella città. Ogni comunità è gestita da un gruppo di volontari. Ogni comunità accetta volentieri l’aiuto dei cittadini. Nel sito www.greenthumbynyc.org si può cercare il giardino più vicino in cui andare a passeggiare oppure a dare una mano. Entrare a far parte di una comunità verde è facile, e non bisogna sottostare a regole rigide. Proprio come le piante in un giardino, si legge nel loro sito, ciascun gruppo ha la sua unica e irripetibile struttura. Il futuro di ogni singolo giardino è anche parte del futuro del nostro stesso pianeta.

(DNews, 18 settembre 2008)