lunedì 22 settembre 2008

Protestare con i fiori contro il degrado


“Per fare un tavolo / ci vuole un fio-o-re” diceva una canzone per bambini scritta da Gianni Rodari e cantata da Sergio Endrigo.
E chissà, forse un fiore potrebbe bastare per rimediare all’abbandono e al degrado degli spazi pubblici. O almeno per opporvisi e per richiamare l’attenzione sulla vivibilità delle nostre città.
Questa è l’idea alla base della Guerrilla Gardening, una singolare protesta, non violenta e verde sia in senso metaforico che letterale. I guerriglieri si armano di rastrello, semi, piante e terra e partono alla conquista di spazi soffocati dalla sporcizia e dal cemento.
Il sito www.guerrillagardening.org è un punto di incontro virtuale aperto nel 2004 da Richard Reynolds e nato per raccontare le sue coltivazioni illecite a Londra. Reynolds ha scritto anche un libro, “On guerrilla gardening”, in cui racconta come e perché le persone abbracciano questa forma di protesta e offre gli strumenti per diventare un perfetto guerrigliero.
Il sito ospita un’area di discussione che unisce persone provenienti da tutto il mondo e accomunate dalla passione per l’ambiente e da questa protesta pacifica e colorata – che quasi si fatica a considerare come una protesta: se tutti protestassero in questo modo il mondo sarebbe un posto più bello! Dove passano i guerriglieri, infatti, “nascono” fiori e piante. Oppure ortaggi, frutta o quegli odori che ormai si comprano al mercato: pomodori, mele, lavanda, basilico.
Molti assalti sono documentati da veri e propri reportage fotografici. E il confronto tra il prima e il dopo (il passaggio dei guerriglieri verdi) è impressionante e non può che suscitare simpatia verso i protagonisti del cambiamento.
Oltre al sito esiste un gruppo di sostenitori su FaceBook e diversi utenti che pubblicano le foto su Flickr – oltre all’album “ufficiale” Sunflower Guerrilla Gardening.
Dovendo scegliere un simbolo, pur faticando tra piante e fiori, si dovrebbe forse indicare proprio il girasole. Anche perché ogni primo maggio si celebra l’International Sunflower Guerrilla Day e il girasole ne è il protagonista assoluto. Nella giornata tipicamente considerata come l’inizio dell’estate e del risveglio della natura le aree urbane più desolate vengono “aggredite” con dei girasoli.
Così come i girasoli hanno aggredito l’area circostante il Parlamento londinese alla fine di agosto 2008.
Quali sono le regole del perfetto guerrigliero verde? Nel sito vengono offerti alcuni consigli nati sul campo. Non sono regole, perché ognuno può crearsi le proprie, ma frutti dell’esperienza.
Il primo passo è la scelta dell’area da attaccare – ricerca che spesso lascia emergere l’amara sorpresa dell’elevato numero di zone abbandonate. Poi pianificare la missione, anche per avere il tempo di chiamare rinforzi. Il terzo passo consiste nel cercare un vivaio o un negozio in cui acquistare – possibilmente a prezzo basso. Se si è fortunati e si ha un giardino, tanto meglio. Anche la scelta delle piante è importante: non solo per il significato, ma soprattutto per la loro resistenza. Lavanda e timo sono consigliati per una città come Londra. Munirsi di scarpe adatte – ma non troppo per non dare nell’occhio – di buste e di acqua. Una buona strategia difensiva consiste nel coinvolgere una fanciulla: è un ottimo diversivo per poliziotti curiosi! Pubblicizzare la proprio guerriglia è importante, anche come mezzo per coinvolgere altre persone.
C’è chi lo chiama giardinaggio politico (o d’assalto), chi protesta profumata o blitz floreali: il risultato è il medesimo. Zone grigie e dominate dallo smog diventano, nel giro di poche ore, colorate e lussureggianti. Quanto a lungo dipende dalla resistenza degli invasori verdi e dalle condizioni climatiche, ma ci si augura il tempo necessario a farci ricordare che l’avere cura del luogo in cui viviamo può cominciare da un fiore.