martedì 8 luglio 2008

Se tuo marito è il tuo gatto

Madame Adelaide Bonfamille, anziana e ricca signora parigina, decide di lasciare tutti i beni ai suoi amati gatti. Durante la stesura del testamento, però, il perfido maggiordomo Edgar è in ascolto e si indispettisce di avere solo le briciole. Decide di sbarazzarsi dei felini e di intascare il bottino. Così inizia “Gli Aristogatti” che, dopo molte peripezie di Duchessa e i suoi tre gattini, giunge al fiabesco lieto fine.
Fare testamento a favore degli animali è una scelta abbastanza familiare e l’antropomorfizzazione dei cuccioli di casa avanza con passi da gigante. Basterebbe notare l’aumento dei negozi a loro destinati e la diversificazione dei prodotti: dalle spazzole antiriccio ai collari con diamanti; dagli elenchi per gli specialisti in spleen canino ai prodotti iper o ipoproteici.
C’è addirittura un sito che organizza matrimoni: potrebbe definirsi una agenzia matrimoniale interspecie.
Si chiama “Marry your Pet” e tra il serio e lo scherzoso offre molti consigli.
Trovare l’anima gemella
Come si legge nella introduzione, se siete convinti di avere trovato il partner giusto cosa importa che sia un animale? E non nel senso metaforico, ma in quello letterale! Poco male che abbia bisogno di andare in letargo o abbia più peli e gambe di voi. L’importante è l’amore. Una volta trovato, non sarebbe meraviglioso coronare il sogno con una cerimonia nuziale?
Quante sono le persone che affermano circa il proprio animale: “nessuno mi capisce meglio di lui”, o “gli manca solo la parola”? Il passo fino al matrimonio non è poi così lungo.
Nel sito c’è anche una sezione di storie, una per valutare la compatibilità astrale, l’angolo dell’esperto (Ask Adrian), una galleria di immagini e indicazioni utili: non solo per i regali di nozze, ma per alberghi, taxi o altri servizi che non discriminano il vostro amore animale.
E un avvertimento fondamentale: sposare il vostro amato implica la condivisione della casa e dei beni e impone il rispetto e l’impegno a non metterlo in imbarazzo. “Marry your Pet” declina però ogni responsabilità sulle conseguenze del grande passo: non soltanto nel non poter garantire la felicità dell’unione. In caso di divorzio non accettano reclami, né lamentele nel caso in cui Fido mangi vostra madre.
Il matrimonio, si specifica, è una unione spirituale. Non è permesso avere rapporti sessuali con gli animali, nemmeno se vostri coniugi.
Si avverte inoltre che tale matrimonio non è riconosciuto dalla legge né dalla chiesa, ma c’è un protettore che veglia sui vostri animali: Mr. Mustofales.

(DNews, 8 luglio 2008)