lunedì 30 giugno 2008

Riconoscere le unioni omosessuali? Un contributo alla discussione (Note a margine)

Così si intitola il documento redatto dal Gruppo di studio sulla bioetica e pubblicato su Aggiornamenti Sociali (06 [2008] 421-444).
Il documento vuole essere un contributo al dialogo su una questione controversa: il riconoscimento giuridico alle unioni omosessuali. Il dialogo sembra, però, sbilanciato nella direzione della religione cattolica. E poco convincente nelle argomentazioni.
Già la prima “distinzione” proposta solleva qualche perplessità.
“Occorre infatti evitare, qualora si istituisse una normativa, di trascurare quanto è propriamente rilevante della sessualità ― come per esempio la generazione o il senso della diversità maschio-femmina, che non equivale a disuguaglianza o a discriminazione ― e che non può essere «arbitrariamente» deformato dal diritto positivo” (p. 421).
Non solo si lascia sottinteso quanto sarebbe non intaccabile dal diritto positivo, ma è difficile non pensare a quanto il diritto canonico – e molte regole clericali – deformi la sessualità: ma forse perché deformazione è dettata dalla voce di dio, e da da un banale legislatore.

(Continua su Persona e Danno, 30 giugno 2008)