mercoledì 7 maggio 2008

Un vero mostro tra vigne e uliveti dell’Abruzzo

Il braccio di ferro è tra i cittadini informati (ancora pochi) e i politici dell’Abruzzo, apparentemente più interessati al petrolchimico che al patrimonio vinicolo e agricolo della terra che amministrano. Più inclini a salvaguardare gli interessi dell’Eni che la salute degli abitanti.
Il Comitato Natura Verde si è costituito per denunciare il progetto, non troppo pubblicizzato, di costruire il Centro Oli di Ortona. Che non è un centro di promozione dell’olio d’oliva, altro prodotto di punta dell’Abruzzo, ma è una vera e propria raffineria destinata alla idrodesolfurizzazione del petrolio. Operazione altamente inquinante, con un impatto ambientale che va ben oltre i confini dell’Abruzzo. Secondo il Mario Negri Sud il Centro Oli diffonderebbe quasi una tonnellata e mezzo di inquinanti, tra cui il micidiale idrogeno solforato (sostanza 25.000 volte più tossica dell’anidride carbonica).
Mentre in tutto il mondo si cercano soluzioni energetiche alternative al petrolio, per far fronte al suo inevitabile esaurimento e per arginare l’inquinamento ambientale e i rischi per la salute, nel cuore di una regione che produce ottimi vini e che basa gran parte della propria economia sull’agricoltura si progetta un vero e proprio mostro ambientale.
Il 30 aprile si è riunito il Consiglio comunale di Ortona. All’ordine del giorno c’era la richiesta di abrogazione della legge approvata il 4 marzo dal Consiglio Regionale e che aveva sospeso l’attuazione del progetto dell’Eni fino a dicembre 2008. La resistenza dei cittadini ne ha impedito la discussione. Una battaglia vinta, ma la guerra è appena cominciata.

(DNews, 7 maggio 2008; qui il trailer de Il ritorno di Attila di Antonello Tiracchia)