mercoledì 28 maggio 2008

Rete 4-Europa 7 se la giustizia tarda basta avere Fede

Ieri su Il Tempo Giuseppe Feyles faceva il punto sui rapporti tra Europa e Italia. In sintesi il suo pensiero può essere riassunto dal titolo: Dall’estero nessuna lezione, please (con tanto di ammiccamento poliglotta finale – ma il titolo non lo avrà scelto lui).
A parte i soliti e discutibili discorsi sulle radici cristiane dell’Europa e sulla necessità politica di ascoltare il Papa, Feyles liquida le critiche estere rivolte all’Italia come invidia o livore dei perdenti.
E poi inciampa nel suo capolavoro: l’Europa sarà pure importante, ma “non per forza dobbiamo stare a sentirla”. Affermazione che può valere per le critiche e i consigli (ma perché non ascoltarli se fossero sensati?), meno per le sentenze della Corte di Giustizia – sempre che ci sia interesse a far parte della Unione Europea.
Difficile, poi, non pensare ai rapporti tra Europa 7 e Rete 4, di cui Feyles è direttore.
Una odissea cominciata nel 1999, passata attraverso varie leggi e decisioni giudiziarie. Nel 2006 la Commissione Europea DG Concorrenza ha messo in mora l’Italia per la legge Gasparri e nel 2007 ha dichiarato l’infrazione dell’Italia e denunciato la Gasparri per avvantaggiare Rete 4 a danno di Europa 7.
E ancora la Corte di Giustizia Europea nel gennaio passato ha definito illegittimo il tempo (lungo) in cui Rete 4 ha usato le frequenze destinate ad Europa 7. Eppure Francesco Di Stefano, nonostante avesse vinto 9 anni fa la gara pubblica per l’assegnazione delle frequenze, aspetta ancora che Rete 4 si faccia da parte.
E se la giustizia non sembra essere garantita, forse, basterebbe avere Fede...

(DNews, 28 maggio 2008; foto di Morula)