mercoledì 16 aprile 2008

Fertilità anticipata per non rinunciare a diventare genitori

Zoe e Emmanuel Iyoha vivono a poche miglia da Manchester, Inghilterra, sono sposati da 6 anni e aspettano il loro secondo figlio. Una famiglia come tante, se non fosse che entrambi i bambini sono stati concepiti con lo sperma dell’uomo crioconservato nel 1989.
In quell’anno Emmannuel si sottopose ad una chemioterapia che rischiava di farlo diventare sterile a soli 27 anni. Le infermiere del Christie Hospital lo convinsero a congelare il seme in modo da poter concepire, una volta guarito, altri figli geneticamente propri. Emmannuel sulle prime si mostrò riluttante; la preoccupazione per il cancro aveva monopolizzato i suoi pensieri. Oggi sta bene e ringrazia con tutto il cuore il personale dell’ospedale che gli ha permesso di diventare padre ancora una volta. Usare il seme congelato 19 anni anni fa, benché sia quasi incredibile, è una realtà, un miracolo della scienza (il record mondiale risale al 2004: un bambino fu concepito con seme congelato 21 anni prima).
Non sono mancate le difficoltà: alcuni cicli di fecondazione in vitro sono falliti e Zoe, la seconda moglie di Emmannuel, ha avuto un aborto prima che nascesse la primogenita nel 2006. Dopo 4 tentativi il nuovo arrivato è atteso per i primi di luglio.
Il processo di congelamento può danneggiare il seme; ma è l’unico modo per preservare la fertilità di chi si sottopone a trattamenti chemioterapici in giovane età.
Emmanuel oggi ha preso a cuore la battaglia contro il cancro, raccogliendo quasi 6mila sterline per sostenere il Christie Hospital, e per far conoscere la possibilità e l’importanza della crioconservazione dello sperma.

(DNews, 16 aprile 2008)