giovedì 10 aprile 2008

Conservazione delle cellule staminali cordonali. Intervista ad Irene Martini

Nel gennaio 2008 è stato approvato il decreto milleproroghe sulla conservazione delle cellule staminali cordonali.

Irene Martini, direttore scientifico di SmartBank (biobanca delle cellule staminali del cordone ombelicale), risponde ad alcune domande circa l’importanza del decreto e della conservazione del cordone ombelicale.

Nel gennaio 2008 è stato approvato il decreto milleproroghe: qual è la sua importanza e che cosa manca da fare in Italia sulla conservazione del sangue cordonale?
Il milleproroghe è importante perché offre finalmente la possibilità alle coppie italiane di avere una alternativa. Parliamo di diritto della famiglia, della possibilità di scegliere se donare o conservare il cordone ombelicale alla nascita. Con la condizione, qualora il decreto dovesse essere attuato, di dover donare dove ci sia una compatibilità con una persona che ha bisogno di cellule staminali.

Si sente poche volte dire, sul sangue cordonale, che è una questione riguardante il diritto di famiglia, la possibilità di scegliere, e la salute – e non un capriccio.
È previsto dalla direttive europee. E i cittadini devono avere l’alternativa. Se è vero che oggi sono poco più di 70 le patologie (rare) per cui le staminali cordonali possono essere utilizzate, è però vero che in funzione dell’avanzamento biotecnologico le potenzialità saranno ben altre. Anche come scommessa ha un senso. Per la famiglia piuttosto che per il bimbo stesso. Infatti un terzo dei trapianti oggi viene fatto per uso intrafamiliare, tra persone imparentate, ha il doppio di possibilità di successo rispetto al trapianto tra non siblings.

Conservazione e donazione non sono in contraddizione, quindi sarebbe possibile fare entrambe le scelte.
Infatti: a condizione che una banca di tessuti abbia i sistemi di verifica e di conservazione che standardizzano i laboratori e danno un denominatore minino affinché i campioni siano ben registrati e conservati. Appartenendo ad uno di questi network si può sia donare che conservare. Dovrebbe essere una scelta consapevole della famiglie.

(Persona e Danno, 10 aprile 2008)