venerdì 4 aprile 2008

194. Non toccarla

Chi ha a cuore la legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza stasera può mettere la propria pancia in sua difesa. L’appuntamento è a San Lorenzo, al Lian (via degli Enotri 8) alle dieci.
Un gruppo di creativi della Margo ha infatti ideato, promosso e organizzato una campagna “per difendere la conquista e l’applicazione di un principio di libertà”. Come? Dipingendo e fotografando la pancia di attori, cantanti, artisti con una scritta colorata e semplice: “194. Non toccarla”. L’iniziativa ha suscitato entusiasmo e adesioni al di là delle aspettative degli stessi ideatori: Martina Venettoni art director; Piergiorgio Pirrone fotografo; Roberto Miele e Stefano Coccia graphic designers; Alessandra Panaccione ufficio stampa.

Sono molte le persone che hanno messo a disposizione la pancia o che hanno aderito con disegni, testi, vignette, poesie.
Alcuni hanno inviato i propri contributi (visibili nel sito: www.nontoccarla.it). Altri sono andati agli appuntamenti nei locali di Roma e, oltre a farsi fotografare, hanno letto e discusso il testo della legge tanto contestata e oggetto di violenti attacchi. Attacchi smemorati, colpevolmente smemorati, della realtà precedente alla legalizzazione dell’aborto: quegli aborti clandestini che ancora oggi, ogni anno, significano morte e gravi danni per la salute delle migliaia di donne che li subiscono.
La campagna “194. Non toccarla” è un movimento culturale e libero da appartenenze politiche che intende “esprimere una volontà semplice”: difendere una legge equilibrata e che ha costituito un segno di civiltà.
Non bisognerebbe dimenticare che fino al 1971 gli anticoncezionali erano illegali (la propaganda e l’uso erano reato; solo nel 1976 il Ministero della Sanità ne ha autorizzato la vendita nelle farmacie) e che prima del 1975 le donne, oltre a rischiare la propria vita, rischiavano la galera (è solo in quest’anno che la Corte Costituzionale afferma che “non esiste equivalenza fra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute proprio di chi è già persona, come la madre, e la salvaguardia dell’embrione che persona deve ancora diventare”). Finalmente, il 22 maggio 1978, viene approvata la legge 194.

(Persona e Danno, 4 aprile 2008).