mercoledì 5 marzo 2008

I giovani dell’Udc tradizionalisti così da sitcom

A leggere lo slogan si prova una certa emozione: “La storia. Rivoluzione giovanile. Dalla rete la voce dei giovani”. Altro che apatia politica! Tale è l’emozione che passa qualche secondo prima di interrogarsi sull’oggetto di suddetta mobilitazione. “Sosteniamo Casini dell’Udc”. L’entusiasmo muta in sorpresa. Pierferdinando Casini, tra il richiamo alle radici cristiane e alla cosiddetta famiglia tradizionale con il bollino blu del matrimonio in chiesa (pur avendo preferito per sé un altro assetto familiare), non sembra proprio un leader politico rivoluzionario. Non basta opporsi al duopolio di Berlusconi e Veltroni – come dichiara lo stesso Casini – per costituire una novità. Né per assicurare quella rettitudine e quel coraggio di cui Casini infarcisce i suoi slogan: con Totò Cuffaro alla vicepresidenza del partito, lo scherno nei riguardi delle famiglie di fatto, la preferenza di una visione paternalistica, Casini cerca di rianimare lo scudo crociato, sofferente in seguito ad una lunga anossia, con un defibrillatore arrugginito.
I giovani per Casini leader incarnano bene i valori “tradizionali” che l’Udc vuole promuovere: si scagliano contro gli omosessuali, come se non fossero persone e cittadini come tutti gli altri, e il presunto ampio spazio concesso loro dal PD. Protestano contro le scelte “televisive” del PdL (“servono più lavoratori veri”), forse dimenticando di poter vantare Luca Volontè, che sarebbe un perfetto protagonista di una sitcom. Più che una rivoluzione sembra una controriforma prima che la riforma sia avvenuta.

(DNews, 5 marzo 2008).