mercoledì 27 febbraio 2008

E ora la scienza viene trasformata in pettegolezzo

Alla fine di gennaio la nomina di Luciano Maiani alla presidenza del CNR suscita opposizioni violente in Commissione Cultura della Camera. Tra gli avversari più ostinati spicca Gabriella Carlucci, scettica sulla idoneità scientifica del fisico. La protesta non ha esito ma Carlucci non demorde e il 7 febbraio scrive una lettera a Prodi, Mussi, Modica e ai componenti della Commissione Cultura di Camera e Senato. Ex abrupto attacca: “Luciano Maiani è stato definito fisico di alto profilo dotato di grandi capacità manageriali. Niente di più falso”.
A conferma della mediocrità di Maiani invoca il giudizio di un prestigioso fisico e premio Nobel nel 1979, Sheldon Lee Glashow, con cui Maiani avrebbe pubblicato “l’unico suo lavoro degno di interesse [...] che firmò ma che chiaramente non capì visto che nel 1974 lo rinnegò pubblicando un altro lavoro [con altri] dove confusero particelle elementari di proprietà fisiche diverse”.
Il guaio è che Glashow legge la lettera e risponde, prima a Prodi e poi direttamente a Carlucci. Glashow ritiene oltraggioso, volgare e pettegolo il tentativo della deputata azzurra di screditare Maiani tramite un giudizio erroneamente attribuitogli. Glashow nega risolutamente di aver mai dubitato dello spessore scientifico di Maiani, definendolo uno scienziato stellare e degno erede di Fermi. Glashow aggiunge che le dichiarazioni di Carlucci hanno macchiato la sua reputazione con accuse tanto false ed ingiuriose. Alla “dimostrazione” definitiva, dal sapore televisivo, della incompetenza di Maiani (non aver vinto il Nobel!), Glashow risponde: “Nemmeno Stephen Hawking e altri grandi luminari l’hanno vinto”.

(DNews, 27 febbraio 2008).