giovedì 20 settembre 2007

Eterologa? Ora ti racconto come sei nato

Victoria, Australia: è partita la seconda fase della campagna “Time to Tell” per i bambini nati in seguito alla donazione di sperma, ovociti o embrioni. Nel 1984 è stato istituito un Registro Centrale nel quale dal 1988 vengono registrate le informazioni riguardanti i donatori e la nascita: da allora sono nati 3.500 bambini. L’anno scorso i primi nati hanno compiuto 18 anni e l’Infertility Treatment Authority (ITA) ha avviato una campagna per incoraggiare i genitori a raccontare ai figli le modalità della loro nascita e per aiutarli con una “telling guide”, gruppi di supporto e consulenze.
La campagna si basa su una ricerca condotta in collaborazione con l’Università di Melbourne. Dalla ricerca è emerso che la maggior parte degli adolescenti coinvolti (tra i 14 e i 18 anni) vorrebbero sapere come sono nati e lo vogliono sapere dai genitori. Capirebbero le ragioni per cui non sono stati informati prima e nonostante una possibile prima reazione ostile nel venire a conoscenza di essere figlio di un donatore, pensano sia meglio saperlo.
Si stima che solo tra il 30 e il 50% dei bambini nati così conosca le proprie origini.
La campagna ha riscosso molto interesse e apprezzamento, in Australia e in tutto il mondo. I genitori che si sono avvalsi della consulenza dell’ITA hanno dichiarato che non soltanto non è crollato il mondo, ma che si sono tolti un gran peso raccontando ai propri figli il “segreto” del loro concepimento. In Italia la difficoltà della rivelazione è stata risolta in partenza nel 2004: la legge 40 ha infatti vietato la fecondazione eterologa, senza alcuna giustificazione.

(E Polis, 20 settembre 2007)