mercoledì 24 gennaio 2007

Un traffico a ipocrisia illimitata

Fine luglio 2006: la Giunta comunale di Roma stabilisce gli aumenti delle tariffe per accedere nelle zone a traffico limitato (ZTL). Dal primo gennaio 2007 molte categorie di cittadini devono pagare 550 euro l’anno, al posto dei precedenti 324,49 o 32,70 per un permesso valido 1, 2 o 3 anni.
Gli aumenti sono giustificati in nome dell’interesse pubblico: riduzione dell’inquinamento atmosferico e contenimento del flusso veicolare.
Non mancano le proteste di quanti si sono visti aumentare a dismisura il permesso: artigiani, addetti al trasporto delle merci o ai servizi tecnologici. Insomma, lavoratori. Il Comune di Roma non cede: adeguamento all’inflazione, fluidificazione del traffico, salvaguardia ambientale e del patrimonio storico. Queste sono le ragioni degli aumenti che riguardano tutte le categorie di utenti e non si può transigere.
Fine novembre 2006: un’altra riunione di Giunta, un’altra versione di intransigenza.
Una premessa lunga un paio di pagine nelle quali si può leggere “Patti Lateranensi” e principio di extraterritorialità; e poi la conclusione: la categoria “Vaticano” deve pagare solo 55 euro e non più 550. Tanto più che il numero di permessi rilasciati alla suddetta categoria è “ininfluente rispetto al conseguimento degli obiettivi di fluidificazione del traffico, della salvaguardia ambientale e del centro storico nonché sugli equilibri di bilancio”. Con un augurio di buon anno dal Comune di Roma alla categoria “Vaticano”.
La salvezza dell’anima, d’altra parte, non ha prezzo. Un’autofficina la si può sempre spostare in periferia, se proprio non si vuole pagare…

(E Polis, 4 gennaio 2007)