venerdì 22 dicembre 2006

Una battaglia per la libertà (intervista a Marco Cappato)

Marco Cappato, eurodeputato e segretario dell’Associazione Luca Coscioni, ci ricorda che Piergiorgio Welby ha lottato due volte. Ha lottato contro una tortura impostagli dalla malattia, e ha lottato per conquistare la possibilità di interrompere quella tortura, percorrendo le vie della legalità.
“Abbiamo aiutato Welby a garantire il suo diritto di interrompere un trattamento divenuto per lui intollerabile”.
In che senso la battaglia di Welby riguarda tutti?
“Nel senso di affermare l’autodeterminazione e la volontà personale come diritti fondamentali. Nonché protetti dalla stessa Costituzione”.
Come rispondere a quanti vi accusano di essere assassini?
“Noi abbiamo rispettato la volontà di Welby. Gli abbiamo offerto tutte le ragioni per continuare a vivere e per continuare la sua battaglia. Ma ci siamo rifiutati di imporgli la nostra volontà. Ci ha detto ieri, per l’ennesima volta, «voglio morire, non ne posso più, sono nel braccio della morte. La mia sofferenza è intollerabile, sono ostaggio del mio corpo e della mia malattia». Imporre a qualcuno di vivere contro la sua volontà sarebbe stato un delitto imperdonabile”.

(E Polis, 22 dicembre 2006)