venerdì 22 dicembre 2006

Staccate le macchine a Welby la sua agonia è finita mercoledì

Non sono nemmeno le 8 di giovedì 21 dicembre quando Marco Pannella annuncia la morte di Piergiorgio Welby.
Da questo momento in poi la morte di Welby ridiventa una questione solo personale, appartiene alla moglie Mina e alla famiglia di Welby.
Ma la sua richiesta di morte è invece una questione pubblica. Per volontà di Welby, cha ha rinunciato alla strada più semplice, quella di una morte clandestina, per incidere quel velo di ipocrisia che imbavagliava i discorsi sulle decisioni di fine vita.
Welby ha parlato per giorni, per mesi, e queste parole devono essere ricordate, innanzitutto come eredità politica. Ha parlato in nome di un diritto semplice e fondamentale: la libertà personale. Nonostante la sua sofferenza e il suo corpo tormentato, ha parlato con una lucidità che è mancata alla maggior parte delle persone che gli ha risposto. Soltanto gli ultimi giorni sono passati in silenzio, a causa dell’ulteriore peggioramento delle sue condizioni, ma forse anche per l’amarezza ingigantita dalle assurde accuse di strumentalizzazione politica.
Lui, che di battaglie politiche ne ha condotte molte, strumentalizzato?
Welby ha combattuto per la libertà della ricerca scientifica; ha combattuto per l’assistenza ai malati gravi; per il diritto di voto ai malati intrasportabili. Nel giugno 2005, in occasione del referendum sulla procreazione assistita, ha raggiunto il seggio con una fatica inimmaginabile, tra l’indifferenza politica. È anche grazie a Welby che nelle politiche del 2006 molti malati intrasportabili hanno potuto votare dal proprio domicilio.
Mercoledì sera Welby è stato sedato e contestualmente è stata interrotta la terapia ventilatoria che lo manteneva in vita. Era quanto chiedeva da 88 giorni. Era un suo diritto, riconosciuto dalla Costituzione. Mario Riccio, medico anestesista rianimatore dell’Ospedale di Cremona, ha rispettato la richiesta di un cittadino lucido e di un paziente torturato dal dolore.
La sorella di Welby, Carla, intervenuta alla conferenza stampa di ieri mattina, ha dichiarato che si è svolto tutto esattamente come Piergiorgio desiderava. È stato lui l’unico regista. “E non dimenticate la sua battaglia”, ha aggiunto, “mandatela avanti!”.
Il corpo di Welby è stato prelevato dalla Polizia Mortuaria. Probabilmente sarà sottoposto ad autopsia. Marco Cappato e Mario Riccio sono stati ascoltati dalla Digos come persone informate dei fatti. Nell’incertezza di quanto accadrà nei prossimi giorni, l’unica certezza è che finalmente la volontà di Welby è stata rispettata.

(E Polis, 22 dicembre 2006)