venerdì 12 maggio 2006

Solo il “sì” garantisce l’amore vero

Oggi Benedetto XVI ha condannato le unioni diverse dal sacro vincolo del matrimonio. Tali unioni sarebbero ‘false’. “Il vero amore è possibile solo tra uomo e donna”, spiega il Papa, e si attua nella “sua forma più importante”, il matrimonio. Questo perché, secondo il Papa, la differenza sessuale tra uomo e donna non è un dato solo biologico, ma riveste un significato più profondo, esprime “quella forma dell’amore con cui l’uomo e la donna, diventando una sola carne, possono realizzare un’autentica comunione di persone aperta alla trasmissione della vita e cooperano così con Dio alla generazione di nuovi esseri umani”. Ah, ecco: il vero amore è quello che mira alla riproduzione; o meglio, il vero amore, purché mirante alla riproduzione, è quello sessuale. Strana conseguenza per una visione cattolica ostile ai piaceri della carne. Allora il Papa dovrebbe accettare i Pacs tra uomini e donne, almeno quelli volti alla riproduzione. No, neanche questi vanno bene, naturalmente. Perché tutti i tipi di unione alternativi al matrimonio sono “confusi e basati su un amore debole”. E la garanzia della (presunta) forza dell’amore si annida in una carta matrimoniale?
È ingenuo e grottesco che il ‘sì’ garantisca la verità e la forza degli amori: basta farsi un conto dei divorzi tra chi ha contratto il patto di indissolubilità, finché morte non ci separi, tra le pareti affrescate di una chiesa. È offensivo, d’altra parte, condannare a priori chi si ama e rifiuta una consacrazione ufficiale; offensivo pensare che due donne o due uomini non possano provare reciprocamente un amore intenso, profondo e ‘vero’.

(E Polis, 12 maggio 2006)