venerdì 19 maggio 2006

Qualche rene a rimborso spese

L’altruismo non basta. Negli Stati Uniti ogni anno muoiono 18 persone in attesa di un rene che potrebbe salvare loro la vita. In attesa di un rene donato. Ogni 90 minuti una persona muore perché gli organi disponibili sono inferiori alle richieste. L’attesa può durare dai 5 agli 8 anni; troppo.
In questi giorni è alla ribalta una proposta, già oggetto di discussione, che scatena le più feroci polemiche: se non basta incentivare le donazioni di organi, che se ne permetta il commercio. Si chiama mercato di organi, con palese disprezzo.
I difensori di questa proposta devono vedersela con tabù profondamente radicati e con obiezioni di natura etica e sociale: l’ammissibilità di vendere il proprio corpo o il rischio che siano solo i poveri a ricorrere alla vendita di parti di sé.
Un’arringa difensiva potrebbe fare leva su alcuni argomenti. I troppi morti per carenza di organi disponibili; un mercato di organi già esistente, illegale e mal gestito. Meglio sarebbe renderlo legale e gestito dalle istituzioni sanitarie, dunque. Quanto all’attrattiva di un compenso economico per i più poveri, si potrebbe offrire assistenza sanitaria o di altro genere invece che soldi. O rendere il risarcimento proporzionale al reddito. Il veto morale sulla possibilità di disporre del proprio corpo, poi, è già stata intaccato dalla ‘vendita’ di sangue e gameti. La forma può essere quella del rimborso spese, o di prestazioni mediche in cambio, ma è pur sempre ‘dare qualcosa in cambio di qualcos’altro’. Si dice che servono un paio di generazioni per cambiare l’opinione pubblica; troppo per quanti aspettano di avere qualche possibilità di sopravvivere.

(E Polis, 19 maggio 2006)