domenica 28 maggio 2006

Anche le galline possono cambiare sesso

I primi mesi della sua vita sono stati banali come (quasi) solo la vita delle galline può essere. Deponeva e covava le uova; si aggirava placidamente nel pollaio e aveva un comportamento mite e arrendevole adatto al gentil sesso. La sua esistenza scorreva serenamente in un allevamento di pollastri di una piccola città vicino a Bristol.
Un bel giorno, però, si è svegliata all’alba e ha cominciato a cantare, è diventata sempre più attaccabrighe, ha cambiato piumaggio e cercava di irretire le galline. Addirittura ha messo su una cresta di un rosso fiammante. Insomma, si comportava proprio da galletto prepotente.
Il suo proprietario, l’allevatore inglese Jo Richard, era esterrefatto. Sono anni che alleva pollame e non gli era mai capitata una cosa simile, assicura. Se nasci gallina, muori gallina! Non credeva ai suoi occhi.
Ma poi gli esperti gli hanno detto che può succedere, è piuttosto raro ma può accadere. Una gallina su diecimila cambia sesso. Involontariamente, è bene specificare. E senza le lungaggini e le sofferenza chirurgiche che subiscono gli esseri umani che desiderano cambiare sesso. La gallina è transessuale per colpa di un ovaio difettoso, che si trasforma in una specie di testicolo. Questa trasformazione comporta l’innalzamento del livello di testosterone, e le conseguenti modifiche di comportamento e d’aspetto, cresta e coda mascolina comprese. Ogni mattina Jo Richards è svegliato dal canto della sua ex gallina.

(E Polis, 28 aprile 2006)