domenica 16 aprile 2006

Siamo sicuri che la famiglia è una vittima?

I mali del mondo sono innumerevoli. L’età dell’oro è ormai tramontata. Forse avremmo qualche difficoltà nello stilare un elenco esaustivo di quanto ci affligge. L’inventario che potremmo inferire dalle meditazioni di Benedetto XVI nel corso della sua prima Via Crucis suscita una certa perplessità. Forse il male peggiore, secondo Ratzinger, è rappresentato dall’aggressione alla famiglia. “Sembra che oggi sia in atto una specie di anti-Genesi, un anti-disegno, un orgoglio diabolico di spazzar via la famiglia”. Non ci vuole un fine ermeneuta per sospettare che gli attentatori siano i pacs o le coppie di fatto. La vittima, con tutta evidenza, è la famiglia “tradizionale” costituita da moglie, marito e prole (quanto più numerosa, tanto più virtuosa, perché il sesso non a fini procreativi è un attentato alla probità!). Ovvero, un modello di famiglia storicamente determinato, e non necessariamente il migliore (né tantomeno l’unico). “Una folle voglia di trasgressione” starebbe disgregando il mondo (la Famiglia).
Chi può stabilire qual è la famiglia ‘giusta’? Chi può arrogarsi il diritto di condannare quanti desiderano vivere diversamente (nel vizio, nella bugia e nell’egoismo secondo il Papa)? Ma, soprattutto, non ci saranno guai più gravi della diversificazione dei modelli di convivenza?
Basti pensare alle migliaia di persone che non hanno lo stretto necessario per vivere dignitosamente, o addirittura per sopravvivere. O alla carente assistenza sanitaria, anche in paesi cosiddetti civilizzati. La presenza di Satana sembra più pertinente in questo scenario, che seduto accanto a due persone (poco importa il sesso) non unite dal sacro vincolo del matrimonio.

(E Polis, 16 aprile 2006)