lunedì 13 marzo 2006

La legge 40 e le sue menzogne

La legge 40 ha compiuto due anni in questi giorni. L’Istituto Superiore di Sanità ha costituito il Registro Italiano sulla procreazione medicalmente assistita con l’intento di raccogliere tutte le informazioni sui centri di procreazione assistita, fare un censimento della loro presenza sul territorio e valutare il successo riproduttivo (quanti bambini nascono rispetto ai tentativi di fecondazione compiuti). Il Registro Italiano collabora con la Società Europea di Riproduzione Umana e Embriologia (ESHRE) per la raccolta dati del Registro Europeo (EIM).
In occasione della presentazione del Registro sono stati dati i numeri dei nati. E proprio riguardo al numero dei nati nel periodo successivo all’applicazione della legge 40 si è animata la polemica, mai sopita, sugli effetti dei numerosi divieti della legge italiana.
Sarebbero molti i bambini nati nel 2004, e sarebbero addirittura più di quelli nati nel 2003, secondo alcuni entusiastici sostenitori della legge. A parte l’inevitabile imprecisione dei dati (trasmessi finora volontariamente dai centri di procreazione assistita e non da tutti), un dettaglio cronologico fa sorridere e insinua qualche dubbio riguardo alla valutazione dell’effetto della legge contando i nati nell’anno 2004.
In effetti i nati ‘davvero’ sotto la protezione della legge 40 sono i bambini nati nell’ultimo mese del 2004. Eh sì. Perché la legge è entrata in vigore nel marzo, e secondo un calcolo approssimativo le gravidanze durano nove mesi; giorno più, giorno meno. Non è possibile trarre alcuna conclusione, ancora, riguardo al successo o al fallimento riproduttivo della legge 40.

(E Polis, 13 marzo 2006)