martedì 10 gennaio 2006

Se la paura è peggio del virus

Spesso la paura è più pericolosa di ciò che la determina. Spesso le strategie messe in atto per difendersi da una minaccia futura implicano conseguenze disastrose. La paura dell’aviaria potrebbe essere più dannosa dello stesso virus H5N1. Per questa ragione la rivista The Scientist suggerisce, tra l’allarmista e l’ironico, il modo per proteggersi dalla pandemia e dalla paura della pandemia (perché si possa parlare di pandemia, la trasmissione virale deve avvenire da uomo a uomo; finora non ci sono stati casi certi, e non esiste la sicurezza che il virus H5N1 possa innescarla).
Cosa fare nell’attesa? È inverosimile scoraggiare i singoli dal comprare gli antivirali; tuttavia è bene sapere che l’acquisto selvaggio potrebbe causare l’esaurimento delle scorte e la conseguente impossibilità di curare i casi più gravi. La paura potrebbe indurre le persone a prendere i farmaci anche se non contagiati, sprecandoli.
È fondamentale fare scorte di cibo e acqua e benzina. Mangiare e dormire bene aumenta le possibilità di salvarsi nel caso scoppi la pandemia.
Tra i consigli nell’attesa della pandemia c’è anche quello di diventare indispensabili: alcuni paesi stanno compilando delle liste di persone che sarebbero le prime a ricevere i farmaci o l’eventuale vaccino. Perciò se si ha la fortuna di essere vigili del fuoco o capi di stato, si godrebbe della priorità delle cure. Si consiglia anche di diventare ricchi, perché generalmente i ricchi godono di una salute migliore rispetto ai poveri e possono permettersi cure e medicinali. La Spagnola ha causato la morte di molti poveri per mancanza di semplici cure mediche.
Nel caso la pandemia cominci, invece, bisogna lavarsi spesso le mani, barricarsi in casa con scorte di cibo e molti libri e evitare il contatto con le persone. Le conseguenze sulla società, però, potrebbero essere rischiose: se tutti seguissero questo avvertimento, nessun servizio sarebbe più garantito. Qualora si abbia il sospetto di essere contagiati, è importante rimanere a letto e non rischiare di diffondere il virus. È sconsigliabile fuggire dalla città; lo spostamento di molte persone contribuirebbe a diffondere il virus, e ci si potrebbe ritrovare in rifugi affollati in cui è probabile che qualcuno sia malato.
Il finale è davvero amaro: tentare di evitare il contagio, infatti, ha senso soltanto nel caso in cui la pandemia si esaurisca in un mese o due; oppure nel caso in cui sia presto disponibile un vaccino. Se la pandemia durasse molti mesi, non servirebbe chiudersi in casa e tentare di resistere. Anche perché le ondate successive alla prima potrebbero essere più virulente. E allora, una soluzione potrebbe essere quella di farsi contagiare nella fase iniziale della pandemia, quando il sistema sanitario non è ancora congestionato e gli antivirali sono ancora disponibili. Certo è rischioso. Ma chi sopravvive ha conquistato l’immunità.

(E Polis, 10 gennaio 2006)