giovedì 24 novembre 2005

La morte come alibi dei nuovi moralismi

È una pessima e comune abitudine quella di condannare senza offrire le ragioni; così come è pessima, e comune, l’abitudine di invocare avvenimenti come esemplari, come presunte prove di quanto si intende sostenere.
È quanto accaduto nel caso della condanna della RU486 e del pretestuoso utilizzo della morte di una giovane in seguito alla somministrazione della pillola abortiva. Holly Patterson, californiana, muore a causa di una infezione dopo una settimana dall’assunzione della RU486.
Le ragioni della morte di Holly Patterson non sono ancora chiarite: l’ipotesi più verosimile è che la setticemia sia stata causata da una non completa espulsione dell’embrione, che le avrebbe causato un processo infettivo.
Ma non è questo il punto. La prima inferenza scorretta è quella di considerare la RU486 come la causa unica e diretta della morte e di condannarla per questo senza appello. Potrebbero essere altre le ragioni del tragico decesso di Holly: trascuratezza o negligenza da parte dei medici, ad esempio (Holly va in ospedale due giorni prima di morire per una copiosa emorragia, e viene rimandata a casa con un antidolorifico); o l’avere utilizzato la RU486 in una fase troppo avanzata della gravidanza (alla fine della settima settimana, limite indicato dalla Food and Drug Administration per l’uso della pillola abortiva).
Ma anche se vi fosse una corresponsabilità evidente e accertata del farmaco che induce l’aborto, ciò non basterebbe a investirlo di una condanna assoluta. Non bisogna dimenticare che qualunque farmaco implica una percentuale di rischio. Anche l’aspirina, anche il nebulizzatore per nasi raffreddati. Qualunque azione implica una percentuale di rischio: attraversare la strada o prendere l’aereo. Pretendere di assolvere un farmaco o una azione soltanto quando si perviene al rischio zero è da sciocchi e creduloni. Il rischio deve essere limitato e abbassato quanto più possibile, ma non può mai essere azzerato. I camminatori vengono investiti e gli aerei cadono: non possiamo concludere che non bisogna andare a passeggio e che gli aerei non si devono prendere.
Usare la morte di Holly per portare avanti una battaglia ideologica e impregnata di moralismo è squallido e offensivo.
Ma è evidente, d’altra parte, che la RU486 sia solo un pesce piccolo, perché il vero bersaglio è l’interruzione volontaria della gravidanza, qualunque sia il modo per attuarla. Il bersaglio è demolire la possibilità di farvi ricorso per legge.

(E Polis, 24 novembre 2005)