mercoledì 26 ottobre 2005

Il razzismo moccioso e con i denti storti

Lynx e Lamb Gaede sono due giovani californiane, bionde e carine. Stanno lavorando al loro secondo disco. Cantano, le ragazze. Studiano a casa e prendono lezioni di musica. Sembrano ragazze normali, se non fosse per il discreto successo che hanno riscosso e che le ha rese un po’ diverse da tutte le loro coetanee. Si fanno chiamare Prussian Blue. Come la matita Giotto che usavamo da piccoli: blu di Prussia. Peccato che le fanciulle non pensassero alle matite quando hanno scelto il loro nome d’arte, ma alla superiorità della razza ariana.
Sono razziste queste ragazzine bionde e carine. Sono diventate le eroine del National Vanguard, movimento di estrema destra razzista e nazionalista, e di un pubblico bianco e selettivo. Molto selettivo, soprattutto verso le razze.
David Duke, fino al 1978 Grand Wizard del Ku Klux Klan, le ha scelte come mascotte per le adunate, per attirare folla come si fa ai concerti.
Orgoglio, Patria, uomo Bianco: sono questi i temi preferiti dalle Prussian Blue, piuttosto che gli amori infantili o le solite banalità che molti cantano. Omaggiano Rudolf Hess e parlano di Sacrificio e Vittoria. Si dichiarano fiere di essere bianche, tanto da rifiutare e condannare i miscugli razziali. Tanto da offrirsi di fare una donazione alle vittime dell’uragano Katrina, a patto che fossero bianche. Nessuno, nonostante le condizioni disgraziate, si è piegato a questo osceno ricatto. Meglio le conseguenze dell’uragano di questa schifosa beneficenza.
È tanto ovvio biasimare queste due fanciulle e il mondo che rappresentano che dovrebbe essere superfluo spiegarne le ragioni: la credenza nella superiorità di una razza è moralmente inammissibile; e la credenza che vi siano delle ragioni genetiche per considerare una razza ‘migliore’ di un’altra è ingenua e balorda. Sarebbe quasi sufficiente radicare la condanna morale nel pessimo gusto dell’intero pacchetto commerciale. Desta apprensione che abbiano degli ammiratori, che aspettano con trepidazione il prossimo album, popolato di idiozie e orrori filonazisti.
Peccato, però, che le bambine non sappiano di cosa cantano, non ne sappiano abbastanza. Perché nonostante i capelli biondi e la loro pelle chiara, le gemelle portano l’apparecchio ai denti. Hess non avrebbe mai tollerato una simile imperfezione. Denti non ariani. La follia perfezionista piegava il destino di molti sventurati verso la camera a gas per molto meno.

(E Polis, 26 ottobre 2005)